Consensi Informati

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In Italia, qualunque trattamento medico, diagnostico o chirurgico, necessita del preventivo consenso del paziente.
Pertanto il consenso informato rende autonomo il paziente nella scelta di una decisione medica e autorizza il sanitario ad eseguire un atto medico. In assenza di consenso informato, l’attività sanitaria può essere considerata un reato.
La convenzione di Oviedo del 1997 ha stabilito che: "Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso."
Il consenso deve essere scritto nei casi in cui l’esame clinico o la terapia medica possano comportare gravi conseguenze per la salute e l’incolumità della persona. Se il consenso è rifiutato, il medico ha l’obbligo di non eseguire o di interrompere l’esame clinico o la terapia in questione.
Attualmente, la Società Italiana di Oftalmologia, ha provveduto a stilare i consensi informati di tutte le procedure diagnostiche e chirurgiche praticate in oftalmologia. Per la loro comprensione è possibile consultare direttamente il sito della Società italiana di Oftalmologia, oppure consultarli direttamente, in copia, da questo sito.

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